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08- Parola di Vita - Agosto 2012 - Word of Life - Parole de Vie - Wort des Lebens

Parola di Vita - Agosto 2012

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Agosto 2012 -Scritta nel 1984

«Chidunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch'io lo riconoscerò davanti alPadre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini,anch'io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli» (Mt 10,32-33).

È questa una Parola di grande conforto e di sprone per noi tutticristiani.

Con essa Gesù ci esorta a vivere con coerenza la nostra fede in lui,poiché dall'atteggiamento che avremo assunto nei suoi confronti durante lanostra esistenza terrena, dipende il nostro eterno destino. Se lo avremoriconosciuto - Egli dice - davanti agli uomini, gli daremo motivo diriconoscerci davanti al Padre suo; se, al contrario, lo avremo rinnegatodavanti agli uomini, ci rinnegherà anche lui davanti al Padre.

«Chidunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch'io lo riconoscerò davanti alPadre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini,anch'io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli».

Gesù richiama il premio o il castigo, che ci attendono dopo questavita, perché ci ama. Egli sa, come dice un Padre della Chiesa, che a volte iltimore di una punizione è più efficace di una bella promessa. Per questoalimenta in noi la speranza della felicità senza fine e nello stesso tempo, purdi salvarci, suscita in noi il timore della condanna.

Quel che gli interessa è che arriviamo a vivere per sempre con Dio. E',del resto, l'unica cosa che conta; è il fine per cui siamo stati chiamatiall'esistenza: solo con lui, infatti, raggiungeremo la completa realizzazionedi noi stessi, l'appagamento pieno di tutte le nostre aspirazioni. Per questoGesù ci esorta a "riconoscerlo" fin da quaggiù. Se invece in questavita non vogliamo aver a che fare con lui, se ora lo rinneghiamo, quando dovremopassare all'altra vita, ci troveremo per sempre tagliati da lui.

Gesù, al termine del nostro cammino terreno, non farà altro dunque checonfermare, davanti al Padre, la scelta operata da ciascuno sulla terra, contutte le sue conseguenze. E, con il riferimento all'ultimo giudizio, Egli cimostra tutta l'importanza e la serietà della decisione che noi prendiamoquaggiù: è in gioco, infatti, la nostra eternità.

«Chidunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch'io lo riconoscerò davanti alPadre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini,anch'io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli». 

Come trarre profitto da questo avvertimento di Gesù? Come vivere questasua Parola?

Lo dice lui stesso: «Chi mi riconoscerà...».

Decidiamoci allora a riconoscerlo davanti agli uomini con semplicità efranchezza.

Vinciamo il rispetto umano. Usciamo dalla mediocrità e dal compromesso,che svuotano di autenticità la nostra vita anche come cristiani.

Ricordiamo che siamo chiamati ad essere testimoni di Cristo: Egli vuolearrivare a tutti gli uomini col suo messaggio di pace, di giustizia, d'amore,proprio tramite noi.

Testimoniamolo dovunque ci troviamo per motivi di famiglia, di lavoro,di amicizia, di studio o per le varie circostanze della vita.

Diamo questa testimonianza anzitutto col nostro comportamento: conl'onestà della vita, con la purezza dei costumi, col distacco dal denaro, conla partecipazione alle gioie e sofferenze altrui.

Diamola in modo particolare con il nostro reciproco amore, la nostraunità, in modo che la pace e la gioia pura, promesse da Gesù a chi gli è unito,ci inondino l'animo fin d aquaggiù e trabocchino sugli altri.

E a chiunque ci chiederà perché ci si comporta così, perché si è cosìsereni, pur in un mondo tanto travagliato, rispondiamo pure, con umiltà esincerità, quelle parole che lo Spirito Santo ci suggerirà, dando cosìtestimonianza a Cristo anche con la parola, anche sul piano delle idee.

Allora, forse, tanti di coloro che lo cercano, potranno trovarlo.

Altre volte potremo essere fraintesi, contraddetti, potremo diventareoggetto di derisione, magari di avversione e di persecuzione. Gesù ci haavvertititi anche di questo: «Hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi».

Siamo ancora sulla strada giusta. Proseguiamo perciò a testimoniarlocon coraggio anche in mezzo alle prove, anche a prezzo della vita. La mèta checi attende lo merita: è il Cielo, dove Gesù, che amiamo, ci riconoscerà davantial Padre suo per tutta l'eternità.

Chiara Lubich

 


 

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